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Qual e’ la posizione dei Mormoni sull’abuso?

domenica, marzo 30th, 2008

La Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e’ contraria ad ogni forma di abuso spirituale, fisico ed emotivo. L’abuso e’ una qualunque forma di trattamento offensivo nei riguardi di un’altra persona incluso l’umiliazione, la  coercizione, il male fisico, psicologico o spirituale. Il Signore non ha mai condonato simili comportamenti ma era ed e’ un Avvocato di pace ed armonia tra i suoi figli (Vedere Maltrattamento).

In un’intervista con specialisti SUG riguardo “l’abuso coniugale” John Nelson specifica che cosa si ritiene un comportamento inappropriato:

L’abuso coniugale consiste in atti inappropriati di un coniuge nei confronti dell’altro. Puo’ implicare atti coercitivi con cui colui che abusa, forza una persona a fare qualcosa che normalmente non farebbe, senza alcun riguardo per la vittima. L’abuso puo’ anche includere l’uso delle minacce, degli insulti, delle grida e dell’intimidazione.

I Mormoni credono nella parita’ dei sessi e sebbene venga detto che il marito debba presiedere in rettitudine all’interno della famiglia, “presiedere” significa amore ed inclusione piuttosto che forza ed esclusione. Il signor Nelson chiarisce ulteriormente il concetto:

In alcuni casi coloro che compiono abusi fraintendono o applicano male il concetto di  dirigenza nella famiglia. Voglio precisare che non e’ il concetto di dirigente presiedente nella famiglia che e’ sbagliato, ma la sua erronea applicazione. La sezione 121 di Dottrine e Alleanze parla di cio’ specificatamente: “I diritti del sacerdozio sono inseparabilmente connessi con i poteri del cielo… ma quando noi… esercitiamo controllo, o dominio, o coercizione con un qualsiasi grado di ingiustizia, ecco, i cieli si ritirano (Dottrina e Alleanze 121:36-37). (“Una conversazione sull’abuso coniugale” Ensign Ottobre 1999).

I Mormoni credono che ci si possa riprendere da questo tipo di abusi sia per quanto riguarda le vittime che coloro che sono responsabili di tali atti.

Un moderno apostolo del Signore, l’Anziano Richard G. Scott, parla del bisogno di confidare nell’amore e nell’aiuto fornito da Gesu’ Cristo da parte delle vittime degli abusi.

A meno che non siate guariti dal Signore, gli abusi fisici, mentali o sessuali possono provocare serie e durevoli conseguenze. In quanto vittime avete sperimentato alcune di queste. Esse includono paura, depressione, senso di colpa, odio verso se stessi, totale annientamento del senso di autostima ed alienazione dalle normali relazioni sociali. In seguito a continui abusi vengono generati sentimenti di ribellione, rabbia ed odio. Questi sentimenti vengono indirizzati contro se stessi, gli altri, la vita stessa e persino il Padre Celeste. La mancanza di successo nello sforzo di reagire a questa situazione puo’ degenerare nel consumo di droga, nell’immoralita’, nell’abbandono della famiglia e tragicamente, in casi estremi, nel suicidio. A meno che non vengano corretti questi sentimenti possono portare a vite senza speranza, matrimoni infelici e anche il passaggio da vittima a perpetratore di offesa. Un terribile risultato e’ la profonda mancanza di fiducia che diventa un ostacolo alla guarigione (Anziano Scott, Ensign, maggio 1992).

Pregare per ottenere aiuto, cercare il consiglio di dirigenti fidati della Chiesa e permettere allo spirito del Signore di agire in maniera progressiva aiutano la vittima di abusi ad ottenere la guarigione attraverso l’espiazione di Gesu’ Cristo. Oltre alla guarigione della vittima subentra il perdono per la persona che e’ responsabile dell’abuso se e’ sinceramente pentita.

E coloro che non sono stati toccati dal ciclo dell’abuso diano liberamente una mano a coloro che invece lo sono stati. Aiutiamo i bambini innocenti, come sollecitati a fare dal Presidente Gordon B. Hinckley, quindicesimo Profeta e Presidente della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (impropriamente chiamata “Chiesa Mormone”).

Quanto e’ grande la nostra responsabilita’, quanto seria la responsabilita’ dei Cristiani…di tendere una mano per alleggerire il peso della sofferenza di questi bambini, per sollevarli dal solco della disperazione su cui camminano. Sicuramente dopo tutte le storie che abbiamo letto, dopo tutte le sofferenze che ci sono state riportate, dopo tutti gli sfruttamenti di cui siamo a conoscenza, possiamo fare di piu’ di quello che facciamo ora per sollevare il peso della rovina che condanna milioni di bambini a vite senza felicita’, che sono tragicamente brevi, e che sono piene di dolore (“Salvate i bambini”, Ensign, Novembre 1994).