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La sofferenza degli ebrei

domenica, ottobre 9th, 2011

Gli ebrei hanno affrontato, nei secoli, una persecuzione talmente grande che in molti hanno provato ad ipotizzarne il motivo. Alcuni hanno elaborato delle teorie, che noi mormoni consideriamo sbagliate. Queste includono l’imposizione della sofferenza, come punizione per la crocifissione di Gesù Cristo oppure come impulso per portare al raduno degli ebrei, in Israele. Entrambe le motivazioni, però, rientrano nella categoria di “vendetta divina”.

E’ un principio del mormonismo, che le persone sono solo responsabili solo per i propri peccati. Ci sono scritture che parlano di vendetta di Dio sulle generazioni successive, ma la vendetta è riservata a coloro che odiano il Signore: “…perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione di quelli che mi odiano” (Deuteronomio 5:9). Se si studia la storia biblica, si vede che i risultati di apostasia, che riguardano le generazioni future, sembrano essere il risultato di scelte sbagliate a causa della “tradizione dei padri” e le tragedie che avvengono non sono certo imposte da Dio. In altre parole, il rifiuto dell’illuminazione offerta da Dio, porta a tali tragedie.

Mark Paredes fa il punto sul fatto che gli ebrei hanno sofferto, dopo la crocifissione di Cristo, ma la colpa di tale atto, era davvero soltanto a carico dei loro capi. Praticamente tutti i primi seguaci di Cristo erano ebrei e furono guidati fuori da Gerusalemme, prima che i romani ponessero sotto assedio la città. I Romani distrussero il tempio, eliminando essenzialmente la necessità di un sacerdozio, in quanto quel tipo di servizio era concentrato nel tempio. Gli ebrei furono dispersi e così cominciò il periodo della diaspora, in cui la maggior parte degli ebrei vissero in esilio, lontani dalla loro casa, in Israele. Tuttavia, la loro sofferenza, estesa nel corso dei secoli, non può essere etichettata come punizione per la crocifissione, dato che la colpa era dei loro capi malvagi. Più e più volte, nell’Antico Testamento, il Signore li chiama “cattivi pastori:” “Il Figlio dell’uomo profetizza contro i pastori d’Israele, profetizza, e dice loro: Così dice il Signore Dio ai pastori; Guai ai pastori d’Israele, che pascolano sè stessi! I pastori non devono alimentare il gregge?” (Ezechiele 34:2)

Alcuni ricordano la Scrittura in Matteo che dice: “Allora tutto il popolo rispose e disse: Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli” (Matteo 27:25). Si dice che questo passo dimostri che, nei secoli successivi, la persecuzione degli ebrei sia stata la punizione per crocifiggere Cristo. La maggior parte di questa persecuzione era dovuta ai cristiani, che credevano in quest’idea.

Ma in Matteo 27 si dimostra anche che i capi dei sacerdoti corruppero la folla, per chiedere il rilascio di Barabba e la condanna di Gesù: “Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla che si dovesse chiedere di lasciar libero Barabba e far morire Gesù” (Matteo 27:20 ). Così, ancora una volta, la colpa non può essere data a tutto il popolo.

Il profeta mormone Joseph Smith ha detto che i falsi credo della cristianità, sono stati ispirati dallo stesso spirito maligno che li ha portati a perseguitare gli ebrei:

Una delle credenze fondamentali del mormonismo è che la chiesa paleocristiana sia diventata apostata, poco dopo la morte degli apostoli. In altre parole, i suoi leader hanno cominciato ad insegnare false dottrine, hanno perso il sacerdozio e l’autorità per amministrare le ordinanze di salvezza della chiesa e, quindi, cessarono di essere la chiesa che era stata fondata da Gesù Cristo. Perché, allora, gli ebrei dovrebbero essere puniti da Dio, per aver rifiutato di accettare forme apostate del cristianesimo, predicato nel corso dei secoli, da chiese antisemite che li perseguitavano? Anche a Joseph Smith venne detto da Dio, nel 1820, che non doveva aderire a nessuna delle chiese cristiane, presenti sulla faccia della terra, in quel momento: invece, l’originaria chiesa cristiana sarebbe stata restaurata, grazie a lui.

Al Concilio di Nicea, nel 4 ° secolo, venne creata la dottrina apostata della Trinità, mentre l’antisemitismo venne istituzionalizzato. I vescovi proclamarono che gli ebrei erano “odiosi, detestabili e ciechi”. (Vedi Dottrina e Alleanze 123:7)
L’Olocausto e la creazione di Israele

Nel tentativo di spiegare, alle loro menti, tutto il male estremo che ha perpetrato l’Olocausto, alcuni hanno detto che Dio lo ha permesso al fine di realizzare la creazione dello Stato d’Israele. Questa idea è un’altra di quelle che non regge. Un pastore cristiano ha chiamato Hitler, il cacciatore di cui si parla in Geremia 16:16. L’idea di Hitler come “il cacciatore” è stata offerta anche da alcuni ebrei. Ma i mormoni non credono che Dio faccio nascere degli uomini, per fare il male. In Luca 17:01 si dice: “Allora egli disse ai discepoli: E’ impossibile, ma anche i reati verranno: guai a colui per mezzo del quale vengono”. Il Signore non susciterà assassini di massa, per uccidere gli innocenti. I pastori dimenticano, a volte, le decine di milioni di pagani morti, anche a causa delle azioni di Hitler. Questi danni collaterali non possono essere stati causati da Dio.

Nel tentativo di distruzione di Israele e anche dei mormoni, noi vediamo il desiderio di Satana di distruggere il popolo scelto da Dio. I mormoni sono anche discendenti di Israele e Satana è pronto a distruggerli, esattamente come ha cercato di distruggere gli ebrei. Satana ha voluto impedire la creazione della nazione d’Israele e il raduno degli ebrei.

 

Domanda: come pregano gli Ebrei?

giovedì, maggio 19th, 2011

 

Mi è stata fatta una domanda sul come pregano gli Ebrei. Anche se in tutta la Torah si trovano delle preghiere spontanee, la preghiera comune divenne istituzionalizzata durante il periodo successivo al Secondo Tempio. Gli Ebrei usano i loro libri delle preghiere, chiamati siddur. Essi contengono un ordine stabilito di preghiere quotidiane. Per gli Ebrei, la preghiera concerne una richiesta o una supplica. La maggior parte delle preghiere è di lode a Dio. Alcuni dei Salmi sono individuali, taluni sono preghiere di gruppo, come il Salmo 105. La preghiera tradizionale è l’Amidah, una preghiera in piedi che contiene 19 benedizioni, stabilita ufficialmente. Essa è rimasta sostanzialmente immutata fin dall’ottavo secolo, attribuita al profeta Ezra e standardizzata dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Inizia con le lodi a Dio, e chiedendo tre benedizioni: in primo luogo, rilevando i meriti degli antenati ebrei e benedicendo i morti affinché risorgano, poi riconoscendo Dio come Re, e infine imitando un coro angelico che incorona Dio come Re.

 

La sezione centrale comincia con suppliche per conoscere la volontà di Dio e perché le trasgressioni del passato siano perdonate. Essi supplicano per chiedere la redenzione. La terza parte descrive come dovrebbe essere la redenzione: pena e sofferenza cesseranno, la prosperità economica prevarrà, Gerusalemme e il Tempio saranno ricostruiti, gli Ebrei regneranno in Israele e finalmente il Moshiach (il Salvatore) verrà. A Dio è chiesto di accettare la preghiera, Lo ringraziamo per i Suoi miracoli e Gli chiediamo la benedizione della pace. In alcuni libri di preghiera, specialmente in quelli delle congregazioni riformate, si parla di affrettare la morte. Non è fatta nessuna menzione al Moshiach perché non credono che ne verrà uno. Parlano di un’era messianica che porterà pace e felicità. I libri di preghiera ricostruzionisti, quelli conservatori e quelli della riforma sono stati aggiornati per rendere la liturgia più aperta a entrambi i generi, includendo la parola “matriarcale” quando è menzionata quella “patriarcale”. (continua…)

Qual è l’atteggiamento ebraico verso il Messianismo?

martedì, maggio 17th, 2011

 

La pretesa, che, il mondo imperfetto, in cui viviamo, sarà redento da un umano divinamente designato, è plausibile perché è già successo: Mosè trasse gli Israeliti dalla schiavitù in Egitto. La parola “moshiach” è aramaica e in Italiano significa “salvatore”. La parola “mashiach” in Ebraico si riferisce a uno designato da Dio, qualcuno unto da Lui. La Torah accenna al fatto che il sommo sacerdote è unto con olio di oliva, così come i re d’Israele. In Isaia capitolo 45 apprendiamo che Ciro, il re Persiano che permise ai Giudei in esilio di tornare a Giuda, era chiamato mashiach. A seguito dell’esilio babilonese, la dispersione (Diaspora) divenne un elemento centrale del giudaismo rabbinico, e il desiderio di un nuovo mashiach, che combattesse per i Giudei e li riportasse alla loro terra promessa, divenne un tema permanente.

 

Nella Cristianità, naturalmente, ci viene insegnato che il nostro Messia è uno in particolare. Nel 18esimo e nel 19esimo secolo nel giudaismo chassidico, il tema di un leader unto che avrebbe redento gli Ebrei divenne un’idea comune. Tutti i legittimi re futuri di Israele saranno del lignaggio di Davide. L’ideale ebraico per il mashiach del futuro si basa sulla speranza di ristabilire la sovranità politica ebrea nella Terra di Israele. Uno dei falsi messia fu Simon bar Kochba che fallì la sua rivolta contro l’Impero Romano nel 132-135 d. C. Per un periodo, egli fu ritenuto il Mashiach e la sua rivolta introdusse un filone apocalittico con riferimento a salvatori messianici. Per due anni egli stabilì in Giudea un Israele indipendente. (continua…)