In senso stretto, la parola ex-mormone si riferisce semplicemente a qualcuno che ha scelto di porre fine alla sua appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. I membri della Chiesa sono, a volte, indicati come mormoni e, quindi, un ex-mormone è formalmente un mormone. Tuttavia, il termine è più comunemente usato per riferirsi a persone che non hanno semplicemente lasciato la chiesa o hanno cambiato religione, ma a coloro che, poi, si dedicano ad attaccarla.
Ci sono molte ragioni per le quali una persona potrebbe fare una cosa del genere. Mentre la maggior parte delle persone che lasciano una religione, qualsiasi religione, semplicemente si uniscono ad una nuova fede o abbandonano la religione organizzata, per entrare nella loro nuova vita in silenzio, altri sentono il bisogno di attaccare e dimostrare l’odio per la vita che hanno lasciato. Alcuni di quelli che lo fanno, hanno avuto qualche disaccordo con un altro membro o con un dirigente. Alcuni contestano un consiglio dato loro da un dirigente. Queste persone si trovano incapaci o non disposte a perdonare o a risolvere la questione in maniera amichevole e simile a Cristo e, di conseguenza, organizzano la loro vita intorno ad una sorta di modello di rivincita. Alcuni sono infelici a causa della riluttanza della chiesa nel seguire le mode e la verità della moda, e sono pieni di risentimento perchè la Chiesa ha scelto di non rendere più accettabili i loro peccati. Altri sono incerti sulla loro decisione e sentono che l’unico modo per giustificare la loro incertezza è quella di “provare” che la chiesa non è vera. Sentono che se riuscissero a trovare o inventare cose abbastanza negative e convincere gli altri ad essere d’accordo con loro, questo li potrebbe aiutare a giustificare le loro azioni, anche se le uniche persone che hanno bisogno di convincere sono sè stessi e Dio.
Spesso il loro comportamento consta nel ripetere argomenti molto vecchi, e di solito già smentiti, a coloro che non hanno avuto il tempo di fare delle ricerche per conto proprio, nella speranza di portare altre persone religiose nel loro ovile. A volte, considerano il Libro di Mormon in modo diverso dalla Bibbia. Per esempio, scrivono lunghi documenti sulla mancanza di prove scientifiche che ci fossero i cavalli in America, in tempi antichi, ignorando la mancanza di prove scientifiche della presenza dei leoni, nelle terre della Bibbia. Questi argomenti spesso confondono fede e scienza. In generale, gli argomenti sviluppati, con piccoli aggiustamenti, partono dai primi giorni della chiesa e ritornano ad ogni generazione.
La maggior parte delle persone religiose non sono particolarmente interessate ad attaccare i mormoni e così coloro che lo fanno, anche se lavorano duramente per mantenere una presenza forte, in realtà costituiscono un segmento molto piccolo della popolazione religiosa o anche della popolazione degli ex mormoni.
C’è una storia nel Libro di Mormon, su un profeta chiamato Lehi e suo figlio Nefi, che divenne un profeta anch’egli. Lehi ebbe una visione, che venne poi illustrata da Nefi, ed è registrata nei primi capitoli del libro. In questa visione, c’era un bellissimo albero. Lehi aveva capito che il frutto dell’albero era altamente desiderabile e che mangiarlo avrebbe portato una grande gioia. Egli invitò la sua famiglia a mangiare il frutto ed i membri della famiglia scelsero la cosa giusta, ma gli ingiusti scelsero di non mangiarne.
C’era un fiume che scorreva verso l’albero e una via dritta, accanto ad esso. Lungo il percorso, c’era una sbarra di ferro. Mentre moltitudini di persone si sforzavano di raggiungere l’albero, una nebbia nacque dalle tenebre, rendendo difficile il raggiungimento dell’albero, da parte della gente che voleva andarci. Tuttavia, coloro che si tenevano all’asta, che rappresentava la parola di Dio, raggiunsero l’albero in modo sicuro. Quelli non si persero.
Alcuni ignorarono l’asta o si stancarono e la lasciarono andare, essi caddero e si persero. Altri si tennero all’asta e raggiunsero l’albero. Essi assaggiarono il frutto, ma non erano in grado, per qualche motivo, di sperimentare la gioia che altri sentivano, per poterla gustare. Questo perché si guardavano intorno, per vedere come gli altri stessero reagendo a tutto questo. Quelle persone notarono un edificio grande e spazioso, lì vicino, pieno di gente in costosi ed eleganti abbigliamenti. La gente nel palazzo rideva, beffarda, e molestava coloro che stavano mangiando il frutto. Naturalmente, alcuni erano abbastanza sicuri da fidarsi del proprio giudizio e della saggezza e, quindi, ignorarono le beffe, godendo tutti i benefici del frutto, che rappresentava l’amore di Dio. Altri, però, non riuscivano ad ignorare gli schernitori. Queste persone si sentivano in imbarazzo, ad essere derise, e ascoltarono le parole degli schernitori. Vagarono fuori dal sentiero e tornarono alle loro vite o ne scelsero una nuova, dimenticando o ignorando l’obiettivo da raggiungere, per il quale, un tempo, avevano lavorato. Tuttavia, alcune semplicemente non potevano proprio andare avanti. Andarono nel palazzo e si unirono agli schernitori, in una vita piena di vuoto, di contesa e di rabbia.
Questo è, per molti versi, rappresentativo del mondo degli ex mormoni. I mormoni sentono dolore per coloro che lasciano la chiesa. Sono mormoni perché credono che quella sia la strada diritta e stretta, che porta a Cristo. Quelli che lasciano, di solito, non sono ossessionati da ciò che hanno lasciato, anche se spesso si rendono conto di ciò che hanno perso, se hanno mantenuto il contatto con lo Spirito. La maggior parte dei cristiani è troppo occupata a vivere la vita nel servizio cristiano e nella condivisione delle proprie convinzioni, per preoccuparsi troppo degli insegnamenti degli altri. Coloro che hanno abbandonato del tutto la religione, di solito si dedicano ad una vita secolare.
Si tratta di coloro che si ritrovano nel palazzo grande e spazioso e dedicano la loro vita al beffardo e attaccano gli altri e, generalmente, ricevono il titolo di ex-mormoni. Piuttosto che concentrarsi sull’amore e il servizio di Cristo, che Egli ci ha insegnato per vivere, essi rimangono intrappolati in un mondo di rabbia e di contesa. Paolo avvertì:
8 Questa parola è fedele, e queste cose voglio che tu le affermi costantemente, che coloro che hanno creduto in Dio possano essere attenti a mantenere le buone opere. Queste cose sono buone e utili agli uomini.
9 Ma evita domande sciocche, e genealogie, e contese, intorno alla legge, perché sono inutili e vane. (Vedi Tito 3)
La Chiesa spera che gli ex membri permetteranno alla guarigione di entrare nei loro cuori e brama il loro ritorno.
Nel 1985, nel periodo natalizio, i dirigenti della chiesa prepararono un invito speciale a coloro che avevano lasciato la Chiesa. Lo leggiamo in parte:
Siamo consapevoli che alcuni, che sono inattivi, sono diventati critici verso gli altri e sono inclini a trovare un difetto, e che ci sono coloro che sono stati disassociati o scomunicati, a causa delle gravi trasgressioni.
A tutti questi ci rivolgiamo con amore. Siamo ansiosi di perdonare, nello spirito di Colui che disse: “Io, il Signore, perdonerò chi voglio perdonare, ma a voi è richiesto di perdonare tutti gli uomini”. (DeA 64:10).
Incoraggiamo i membri della Chiesa a perdonare coloro che li hanno feriti. A coloro che hanno cessato l’attività e a coloro che sono diventati critici, diciamo: “Tornate indietro. Tornate a far festa alla mensa del Signore e gustate di nuovo la frutta dolce e soddisfacente della comunione con i Santi”.
Siamo sicuri che molti hanno desiderato tornare, ma si sono sentiti in imbarazzo. Vi assicuriamo che troverete delle braccia aperte, pronte ad accogliervi, e mani disposte ad aiutarvi. (Vedi Notizie della Chiesa, La Stella, Mar 1986, 82-88).