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	<title>Chiesa Mormone &#187; Avversita&#8217;</title>
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	<description>Dottrine e storie dei membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni</description>
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		<title>Perché Dio permette la sofferenza?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversita']]></category>

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		<description><![CDATA[Risposta personale di Jack Rushton Credo che questa sia una questione molto profonda che è stata indubbiamente posta da milioni di persone dall&#8217;inizio dei tempi. La vita può sembrare ingiusta a volte, mentre sperimentiamo la nostra sofferenza personale, e testimoniamo attraverso i nostri stessi occhi o attraverso i media, l&#8217;incredibile sofferenza che sembra essere una [...]]]></description>
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			   </div><p>Risposta personale di Jack Rushton</p>
<p><a href="http://chiesamormone.com/files/2012/01/criancas-mormon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-696" title="bambini mormoni" src="http://chiesamormone.com/files/2012/01/criancas-mormon.jpg" alt="" width="201" height="251" /></a><br />
Credo che questa sia una questione molto profonda che è stata indubbiamente posta da milioni di persone dall&#8217;inizio dei tempi. La vita può sembrare ingiusta a volte, mentre sperimentiamo la nostra sofferenza personale, e testimoniamo attraverso i nostri stessi occhi o attraverso i media, l&#8217;incredibile sofferenza che sembra essere una parte integrante della vita quotidiana delle persone in tutto il mondo.</p>
<p>Ho dovuto fare i conti con questa domanda personalmente, quando 19 anni fa mi sono rotto il collo, ho reciso il mio midollo spinale, e sono rimasto paralizzato dal collo in giù e devo dipendere da un respiratore artificiale.</p>
<p>Circa 6 anni fa ho avuto un&#8217;esperienza con mio genero che credo possa fare luce su questa fondamentale questione riguardo alla vita.</p>
<p>Una mattina ho ricevuto una telefonata da mio generof, Matt. Era iscritto al programma MBA presso la UC Irvine che è a circa 20 minuti da casa nostra. Il Preside del programma MBA aveva appena annunciato a tutti gli studenti che erano lì quel giorno che uno dei loro compagni di classe di nome Michael Johnson, era annegato in un incidente di nuoto nel nord della California il giorno prima. Michael è stato uno dei più brillanti studenti e leader della classe MBA. Era molto carismatico e il suo futuro come leader nel mondo degli affari sembrava essere senza limiti. I suoi compagni di classe, tra cui mio genero, sono rimasti stupiti quando hanno ricevuto le notizie riguardanti Michael. Dopo aver parlato con il Preside e alcuni compagni di classe Matt mi ha offerto di venire a UC Irvine di parlare per pochi minuti con i 50 o 60 studenti che erano lì quel giorno.</p>
<p>Matt venne a casa, mi caricò sul mio furgone modificato, e guidò fino al campus. Come siamo andati nella stanza dove erano riuniti gli studenti insieme si potè sentire lo spirito di dolore, e sentivo che molti si stavano chiedendo: &#8220;Perché qualcosa del genere accada a tale buona, meravigliosa, persona come Michael Johnson? Dio non avrebbe potuto impedito che succedesse? &#8220;<span id="more-691"></span></p>
<p>Mentre guardavo a questi studenti ho sentito molto forte di dover condividere con loro la conversazione che avevo avuto con Dennis Praeger quasi 15 anni fa, quando apparve nel suo programma radiofonico a Los Angeles. Verso la fine dell&#8217;ora del programma disse: &#8220;Jack, quello che ti porta di più pace e conforto &#8211; nel credere che Dio ha portato l&#8217;onda che ha rotto il collo o per credere che fosse solo un incidente&#8221; Io, in sostanza, gli disse che avevo trascorso pochissimo tempo a chiedermi perché l&#8217;incidente ha avuto luogo. L&#8217;unica cosa che sapevo per certo era che ci esiste un Dio amorevole e gentile che ci aiuta a superare qualsiasi cosa la vita avrebbe portato il nostro modo se avessimo fede sufficiente e la fiducia in lui.</p>
<p>Quel pomeriggio dissi agli studenti che ognuno di noi ha il proprio libero arbitrio e che non siamo dei burattini in mano alle divinità. Viviamo le nostre vite per esercitare il nostro libero arbitrio, abbiamo scelto noi di farlo, ma è anche parte del ruolo della legge naturale. Spesso mentre esercitiamo il nostro libero arbitrio sbattiamo la testa contro la legge naturale e poi sperimentiamo le conseguenze delle nostre azioni.<br />
Quando sono andato a fare surf, a Laguna Beach, una bella giornata di agosto, è stato qualcosa che ho io scelto di fare. Credo fermamente che un Dio amorevole avrebbe potuto proteggermi ma non interferisce con la nostra libertà di scelta e con la legge naturale. Nella mia mente la domanda &#8220;Perché&#8221; è in assoluto la peggiore domanda che ci potremmo mai chiederci quando qualcosa del genere accade. Dio potrebbe prevenire ogni disastro o catastrofe accada, ma non lo fa, per via del Suo amore per noi e per la Sua comprensione dell&#8217;importanza del libero arbitrio.</p>
<p>E così le cose che accadono nella vita come gli incidenti durante il nuoto, il cancro, gli tsunami, i terremoti, gli omicidi, gli abusi, ecc &#8211; la lista è infinita. Dio non causa queste cose che accadono e che può certamente impedire, ma così facendo perderemmo il dono inestimabile del libero arbitrio.<br />
La mortalità ci porta una varietà di esperienze &#8211; alcune meravigliose ed alcune non così meravigliose. Tuttavia, attraverso tutte le esperienze che abbiamo acquisiamo conoscenza, e un Dio saggio e amorevole, il Padre di tutti noi, non ci toglierà l&#8217;inestimabile dono del libero arbitrio. Gli studenti sembrano rispondere a questa linea di ragionamento.</p>
<p>La vita è così preziosa, eppure può terminare in un istante. Sono molto colpito dal fatto che nella maggior parte dei paesi del mondo ci sia un tale desiderio di preservare la vita. Lo vedete tutti i giorni sui giornali e in TV, dove centinaia e migliaia di persone cercano di recuperare un bambino perso o sequestrato, per esempio. Se qualcuno è ferito in un incidente d&#8217;auto o è bloccato su una scogliera ecc, un gran numero di persone è disposto a rischiare la vita per salvare la vita di un altro. La scienza medica può fare così tanto per conservare e migliorare la qualità della vita umana. Credo che questo sia gradito a Dio e, auspicabilmente, attraverso una lunga vita si può soddisfare la misura della nostra creazione ed essere pronti a fare il prossimo passo avanti verso il nostro progresso eterno.</p>
<p>Non c&#8217;è prezzo che possiamo dare ad un vita mortale. Che grande dono un Padre Celeste amorevole e gentile ha dato a ciascuno di noi. Ogni giorno è prezioso e inestimabile!</p>
<p>Inoltre noi non vediamo che cosa succede dopo che le persone passano attraverso questo portale della vita. E non è una fine, ma una continuazione della vita e del servizio. Non sappiamo come il proprio ministero dall&#8217;altra parte del velo, o oltre questa vita, sarà di impatto sui loro amici terreni e le famiglie così come su quelli che incontrano nel loro luogo di riposo spirituale. Un Dio benevolo e perfetto ha fattorizzato tutto questo, e ha visto ad ogni esigenza di ogni individuo. Egli non si è lasciato sfuggire qualcosa, o lavorare verso un finale inutile. Non c&#8217;è nessuno spreco e nessun evento accidentale che non porta verso la gloria di qualcuno. Il nostro non vedere quei risultati non deve essere un motivo di rinuncia nel sapere che Dio ha il controllo, e che la morte e la sofferenza non sono vani, ma lavorerà verso il piano perfetto d&#8217;amore di Dio per ciascuno di noi, mentre ci concede la nostra libertà di scelta sulla via .</p>
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		<title>La religione è l&#8217;oppio per i deboli?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 20:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa domanda è in relazione alla famosa dichiarazione di Karl Marx: &#8221; La religione è l&#8217;oppio delle masse&#8221;. Marx disse inoltre: &#8220;la religione è l&#8217;impotenza della mente umana di relazionarsi con le situazioni che non possono capire.&#8221; Ed ancora: &#8220;Il primo requisito per la felicità dei popoli è l&#8217;abolizione della religione&#8221;.In un articolo scritto da [...]]]></description>
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			   </div><div><a href="http://chiesamormone.com/files/2011/12/Battesimo-di-Gesu.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-701" title="Battesimo di Gesu-mormoni" src="http://chiesamormone.com/files/2011/12/Battesimo-di-Gesu.jpg" alt="" width="239" height="211" /></a>Questa domanda è in relazione alla famosa dichiarazione di Karl Marx: &#8221; La religione è l&#8217;oppio delle masse&#8221;. Marx disse inoltre: &#8220;la religione è l&#8217;impotenza della mente umana di relazionarsi con le situazioni che non possono capire.&#8221; Ed ancora: &#8220;Il primo requisito per la felicità dei popoli è l&#8217;abolizione della religione&#8221;.In un articolo scritto da Geoffrey Janes riguardante questa questione, Janes disse intuitivamente: &#8220;L&#8217;idea di base è che Dio sia qualche tipo di narcotico spirituale che inebria i nostri sensi di dolore del mondo e ci aiuta a farvi fronte.&#8221; Citando un poeta contemporaneo polacco, Janes continuò dicendo: &#8220;religione, oppio dei popoli! Il vero oppio della modernità è credere che non ci sia nessun Dio cosi gli uomini sono liberi di fare come tutto ciò li soffisfi. &#8220;L&#8217;oppio è un narcotico.&#8221; Il termine narcotico (ναρκωτικός) si crede che sia stato coniato da Galen per riferirsi agli agenti che intorpidiscono, causando perdita di sentimenti o paralisi.&#8221; [Wikipedia]</p>
<p>Quindi l&#8217;oppio ha due effetti: 1) Alleviare il dolore, per mandare i via i sentimenti; 2) Rendere qualcuno impotente di agire.<br />
La dichiarazione di Marx suggerisce che la popolazione sia paralizzata quando è presente la religione. Pensa che le persone non possano pensare, prendere decisioni razionali o esercitare la propria volontà, quando la religione li influenza. Pensa che le persone siano portate a credere nelle fiabe, alleviando il loro dolore, ma rendendoli incapaci di rendersi conto di cosa sia reale e di agire di conseguenza.</p>
<p>Essendo stato fisicamente paralizzato dal collo in giù negli ultimi 19 anni, so cosa voglia dire non avere nessun tipo di percezione in ogni parte del mio corpo ad eccezione del mio visto e della parte alta della mia testa. Potreste pensare che sia una benedizione non essere in grado di sentire il dolore, ma in realtà non lo è.<span id="more-689"></span></p>
<p>I nostri corpi, cosi come creati da Dio, sono progettati per provare del dolore per farci sapere quando c&#8217;è qualcosa che non va ed agire di conseguenza. Anche se il dolore non è piacevole, può essere una benedizione per metterci urgenza nel cercare immediatamente aiuto per poter capire la fonte del dolore, prendere le misure necessarie per alleviarlo, e quindi evitare danni seri.</p>
<p>Credo che il nostro spirito funzioni in un modo simile. Se ci iniettiamo troppo oppio di non credenza nei nostri sistemi è possibile anche in questo modo di paralizzare i nostri spiriti. Quando lo spirito di un individuo è paralizzato, non può &#8220;sentire&#8221; i suggerimenti che vengono da Dio verso la sua coscienza e non è a conoscenza del fatto che è in una grande sofferenza spirituale e forse in pericolo di una morte spirituale. Ciò che causano la paralisi, sono l&#8217;orgoglio ed il peccato, e non la vera religione. Geoffrey Janes disse: &#8220;La verità è qualcosa che non può essere cambiata. Dio esiste. Lui ha creato noi, e non il contrario.&#8221;</p>
<p>Dall&#8217;inizio dei tempi ci sono stati individui ed intere nazioni che sono diventate spiritualmente paralizzate rigettando Dio. Hanno iniettato la loro cultura di narcotici o miscredenze, in poteri alti ed in ogni sistema o codice etico. Ha avuto un tale effetto paralizzante sui loro spiriti da diventare insendibili. I crimini contro l&#8217;umanità ci sono stati e continuano ad essere commessi da persone e nazioni, comprese in verità, le nazioni che hanno seguito le filosofie di Karl Marx.</p>
<p>Per molti mesi dopo il mio incidente ho rischiato di essere molto vicino ad una paralisi spirituale, oltre che alla paralisi fisica. E&#8217; stato solo guardando verso Dio con tutto il mio cuore e fidandomi della sua bontà ed amore che il mio spirito è stato riportato in vita. Oscurità, tenebre e disperazione sono stati rimpaziati da luce, calore e gioia!<br />
No, la religione non è l&#8217;oppio dei deboli!&#8221;</p>
<p>di Jack Rushton</p>
</div>
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		<title>Perchè la vita è così difficile?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 00:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i cui membri sono a volte chiamati Mormoni, ha recentemente tenuto la sua semi-annuale Conferenza Generale. Durante questa conferenza, i dirigenti Mormoniistruiscono i membri e gli altri ascoltatori in modo da poter vivere meglio gli insegnamenti di Cristo.Durante la Conferenza Generale dell&#8217;Aprile 2011, Paul V. [...]]]></description>
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			   </div><div>La Chiesa di Gesù Cristo dei <a class="external_link_tool" href="http://gods-wr.ath.cx/1/index.php/italiano">Santi degli Ultimi Giorni</a>, i cui membri sono a volte chiamati Mormoni, ha recentemente tenuto la sua semi-annuale Conferenza Generale. Durante questa conferenza, i dirigenti <a class="external_link_tool" href="http://it.answers.com/Q/FAQ/4753">Mormoni</a>istruiscono i membri e gli altri ascoltatori in modo da poter vivere meglio gli insegnamenti di Cristo.Durante la Conferenza Generale dell&#8217;Aprile 2011, Paul V. Johson ha risposto alla domanda:&#8221;Perchè la vita è così difficile?&#8221;. Ha insegnato che le prove spesso arrivano perchè <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesamormone.com">Gesù</a> ci ama. Potrebbe non sembrare, al primo colpo d&#8217;occhio, un dono, ma se noi capiamo perchè siamo venuti sulla terra, la ragione che c&#8217;è dietro diventa chiara.</p>
<p>I principi Mormoni insegnano che Dio ha creato i nostri spiriti. Come spiriti -volendo dire che non avevamo un corpo- vivevamo con Dio ed avevamo la possibilità di conoscerLo e di diventare le persone che siamo oggi.</p>
<p>Ad ogni modo, naturalmente, ogni figlio ha bisogno di andarsene di casa e cosi Dio preparò la terra per noi. Quando siamo venuti sulla terra ci siamo portati con noi le nostre personalità ma abbiamo dimenticato chi eravamo e da dove venivamo. Abbiamo acquisito un corpo e delle famiglie. Molti di noi hanno l&#8217;occazione di riscoprire Dio e <a class="external_link_tool" href="http://mormon.org/learn/0,8672,802-7,00.html">Gesù Cristo</a> e persino quelli che non li hanno riscoperti hanno con loro la Luce di Cristo, che chiunque ha sempre con se. Abbiamo delle prove che ci servono come un test per vedere se siamo in grado di affrontarle adeguatamente.</p>
<p>Ma le prove non sono solamente un test. Sono anche un dono. Mentre affrontiamo le prove, spesso scopriamo qualcosa di noi stessi che non sapevamo di avere. Quando le affrontiamo in un modo negativo impariamo quali sono le nostre debolezze e possiamo scegliere di superare le prove. Quando invece le affrontiamo positivamente, possiamo crescere molto di più di quello che avremmo mai potuto immaginare. Le sfide ci aiutano a diventare qualsiasi cosa Dio voglia che noi diventiamo.</p>
<p>Il discorso dell&#8217;Anziano Johnson è stato tenuto durante la sessione della Conferenza di domenica mattina. Si intitola &#8220;Più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati&#8221; e questo titolo viene dall&#8217;apostolo della Bibbia Paolo, in Romani capitolo 8.</p>
<p>35 Chi ci separerà dall&#8217;amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l&#8217;angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?<br />
36 Com&#8217;è scritto:<br />
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;<br />
siamo stati considerati come pecore da macello».<br />
37 Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati.<br />
38 Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,<br />
39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun&#8217;altra creatura potranno separarci dall&#8217;amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.</p>
<p>Anziano Johnson ha ricordato agli ascoltatori che nessuno è immune alle prove. I soldi non le possono evitare. L&#8217;obbiedienza ai comandamenti non le può evitare. Le prove sono una parte essenziale della vita- anche Gesù ha dovuto affrontare prove e tentazioni-. Le sfide che affrontò erano una parte essenziale della Sua propria esperienza mortale e furono anche una parte fondamentale della nostra esperienza.</p>
<p>A volte può sembrare che le nostre prove si concentrino su parti della nostra vita e della nostra anima che ci sembrano difficili da affrontare. Siccome la crescita personale è una conseguenza di queste prove, non dovrebbe stupire che le prove possono essere molto personali -mirano quasi verso le nostre particolari debolezze o bisogni-.</p>
<p>Ci sono delle volte in cui siamo tentati di dire a Dio che siamo più che disposti ad assumerci la nostra parte di prove, proprio per quel processo particolare che incombe davanti a noi. Possiamo pensare di non essere in grado di superare quella prova. Ad ogni modo, se una prova arriva, è segno che dopo tutto il Signore sa che la possiamo gestire. Ancora più importante, vuol dire che c&#8217;è qualcosa che Lui vuole che noi impariamo con questa esperienza. Impariamo molto di più quando siamo spinti al di fuori dalla nostra zona di conforto e sicurezza. Le prove sono dolorose, ma viste da un punto di vista eterno, ne valgono la pena.</p>
<p>Nel libro dei Numeri, nell&#8217;antico testamento, Mosè sta facendo fatica con il suo gruppo di Israeliti lamentosi. Sono proccupati perchè non hanno niente da mangiare. Cosi Dio incominciò ha procurargli la manna. Presto, comunque, la novità della manna svanì e cosi incominciarono a lamentarsi per avere carne, verdure, ed altro cibo che avevano avuto in passato. Mosè andò molto vicino ad un punto di sfinimento. Si lamentò perfino con Dio, chiedendogli come mai doveva avere a che fare con quelle persone- dopo tutto erano figli di Dio, non suoi-. Cosi suggerì, in uno certo stato di frustrazione, che Dio semplicemente lo uccidesse. La morte sembrava migliore che avere a che fare con le sue prove, che lui insisteva nel sostenere erano oltre le sue possibilità. Invece, Dio offrì un po&#8217; di aiuto e lo fece andare avanti. Nel corso del tempo, Mosè diventò un dirigente più forte e meglio in grado di gestire le prove che doveva affrontare.</p>
<p>Le nostre prove sono personalizzate in base alle nostre esigenze specifiche. La ragione per cui alcune persone hanno una vita apparentemente più difficile di altri, spesso è a causa delle lezioni specifiche che quella persona potrebbe aver bisogno di imparare. Dio sa esattamente di quali prove abbiamo bisogno. La persona con delle prove apparentemente facili potrebbe effettivamente dover far fronte ad un maggiore pericolo rispetto ad una persona con prove ben più difficili. Si dice spesso, per esempio, che la maggior parte delle persone sarebbero disposti a morire per la loro fede, ma la verità è che spesso sono più frequentemente chiamati a vivere per essa. Mentre morire per la nostra fede può sembrare che sia più duro e più grave, in verità, vivendo poco per poco, giorno per giorno le sfide per via della nostra fede potrebbe rivelarsi molto più difficile. Molti di noi se la cavano sorprendentemente bene di fronte a dure prove, ma nell&#8217;affrontare quelle più piccole, alcune delle quali in realtà non sembrano prove, possiamo essere presi alla sprovvista.</p>
<p>Per coloro che sono frustrati dopo una dura prova, Anziano Johnson ci consola:<br />
&#8220;Un modello nelle Scritture e nella vita, dimostra che molte volte i periodi più bui ed i test più pericolosi precedono immediatamente gli eventi notevoli ed una grande crescita. &#8220;Dopo molte tribolazioni vengono le benedizioni.&#8221; I figli di Israele sono rimasti intrappolati contro il Mar Rosso prima che fosse separato. Nefi ha affrontato il pericolo, la rabbia dai suoi fratelli, e diversi fallimenti prima che fosse in grado di procurarsi le tavole di bronzo. <a class="external_link_tool" href="http://www.mondosug.com/newsite/wp-content/uploads/2008/01/josephsmithjeopardy1.pdf">Joseph Smith</a> fu sopraffatto da una forza del male così forte che sembrava che lui fosse destinato alla distruzione totale. Quando era quasi pronto a sprofondare nella disperazione, si è impegnato nell&#8217;invocare Dio, e proprio in quel momento ha ricevuto la visita del Padre e del Figlio. Spesso gli investigatori hanno un forte periodo di opposizione e di tribolazione poco prima del battesimo. Le madri sanno che le sfide del travaglio precedono il miracolo della nascita. Di volta in volta vediamo benedizioni meravigliose sulla scia di grandi prove.&#8221;</p>
<p>Ricordare questo ci può aiutare a sopportare le nostre prove. Possiamo sapere che se ci troviamo di fronte alla nostra prova con coraggio, cercando le lezioni da imparare e la capacità di acquisire conoscenza, quando finisce riceveremo una ricompensa per i nostri sforzi. Saremo più forti, amuenteremo la fede e la fiducia in Dio, e saremo meglio preparati per la prova successiva.</p>
<p>Il nostro Padre Celeste ci ama, e che &#8220;che chiunque riporrà la sua fiducia in Dio sarà sostenuto nelle sue prove, nelle sue difficoltà e nelle sue afflizioni, e sarà elevato all’ultimo giorno”. Un giorno, quando saremo dall’altra parte del velo, non vogliamo che ci sia una persona qualunque per dirci soltanto: “Bene, hai finito”. Vogliamo, invece, che il Signore ci dica: “Va bene, buono e fedel servitore”.</p>
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		<title>I mormoni come vedono il dolore?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 07:36:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dolore è parte dell&#8217;esperienza umana. Secondo la concezione mormone della nostra esperienza terrena, rivelata dal Signore attraverso profeti moderni, l&#8217;opposizione è necessaria per la crescita. Si può, tuttavia, essere sollevati grazie al potere dell&#8217;espiazione di Gesù Cristo. I mormoni credono che il Salvatore non solo sia morto per pagare i nostri peccati, ma anche [...]]]></description>
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			   </div><p><a href="http://chiesamormone.com/files/2011/02/Crucifixion-Christ-Cross-Mormon.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-320" src="http://www.chiesamormone.com/wp-content/uploads/2011/02/Crucifixion-Christ-Cross-Mormon-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a>Il dolore è parte dell&#8217;esperienza umana. Secondo la concezione <a class="external_link_tool" href="http://www.mormoni.com/missionari-mormoni">mormone</a> della nostra esperienza terrena, rivelata dal Signore attraverso profeti moderni, l&#8217;opposizione è necessaria per la crescita. Si può, tuttavia, essere sollevati grazie al potere dell&#8217;espiazione di <a class="external_link_tool" href="http://www.mormon.org/learn/0,8672,802-7,00.html">Gesù Cristo</a>. I <a class="external_link_tool" href="http://butindaro.wordpress.com/2007/12/27/video-joel-osteen-mitt-romney-e-i-mormoni-sono-cristiani/">mormoni credono</a> che il Salvatore non solo sia morto per pagare i nostri peccati, ma anche per prendere su di sé il nostro dolore, il dolore e le infermità (Alma 7:11-12).</p>
<p>Patricia Pinegar, ex presidentessa della Primaria, l&#8217;organizzazione della Chiesa per i bambini, parla del suo proprio incontro con il dolore e l&#8217;intercessione del Salvatore:</p>
<p>La difficile esperienza della morte di mio figlio mi ha aiutato a identificare, e gioire, per le benedizioni di pace, di speranza e guida, benedizioni di cui tutti quelli che veramente accettano e vivono il vangelo di <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesamormone.com">Gesù</a> Cristo, possono godere. Sono in grado di testimoniare le parole di Richard G. Scott: &#8220;Vi prego di imparare che quando si lotta, con una sfida, e si sente tristezza a causa di essa, è possibile avere contemporaneamente la pace e la gioia» (Rapporto della Conferenza, Ottobre 1995, 20; La Stella, gennaio 1995, 17). (“Pace, speranza e guida”, La Stella, gennaio 1999).</p>
<p>Il Salvatore stesso era un uomo di tristezza e di dolore, eppure Egli deve avere avuto la gioia suprema di sapere che era in sintonia con il padre e avere conforto, in quel rapporto unico con lui. Anche noi, possiamo trovare la pace e la certezza che non veniamo abbandonati, quando affrontiamo la morte di una persona cara, o quando la volontà di qualcuno collude tragicamente con i piani, per la nostra stessa vita.</p>
<p>L’anziano Bateman, un dirigente contemporaneo <a class="external_link_tool" href="http://www.allaboutmormons.com/credenze_mormoni_dio_il_padre.php">mormone</a>, parla del balsamo di guarigione che possiamo avere, quando chiediamo al Signore l’unguento speciale per l&#8217;anima, che solo Lui può davvero fornire:</p>
<p>La morte insegna che noi non sperimentiamo una pienezza di gioia, nella mortalità, e che la gioia eterna può essere raggiunta solo con l&#8217;aiuto del Maestro (vedere DeA 93:33-34). Proprio come lo zoppo, alla fonte di Bethesda, aveva bisogno di qualcuno più forte di lui, per essere guarito (cfr. Giovanni 5:1-9), allo stesso modo siamo dipendenti dal miracolo dell’espiazione di Cristo, poichè le nostre anime sono fatte interamente di dolore, di tristezza e di peccato&#8230; Per mezzo di Cristo, i cuori spezzati vengono guariti e la pace sostituisce l&#8217;ansia e il dolore.<span id="more-307"></span><!--more--></p>
<p>Il dolore non è sempre causato dalla morte o dalla malattia. Ci sono i pesi della vita, che sono tanti quante le benedizioni. Sulle croci meno visibili, Marvin J. Ashton, un apostolo moderno, ha detto:</p>
<p>Un tipo di croce è quella della fiducia tradita da un genitore, un familiare, un insegnante, un vescovo, un membro della presidenza di palo, un fidanzato, una fidanzata, un collega o un compagno di scuola.</p>
<p>Un&#8217;altra croce che non è sempre visibile, ma che a volte può essere molto pesante e preoccupante, è la mancanza di rispetto per sé stessi, un senso di riluttanza ad accettare ciò che si è. Riuscite a trovare nel vostro cuore, una volta tanto, dei complimenti da farvi, per il vostro comportamento? O pensate male di voi stessi e non importa quello che fate? Avere sentimenti come questi possono essere una croce pesante da portare. Tale croce può rallentare il progresso eterno. (&#8220;Prendi la tua croce&#8221;, La Stella, settembre 1988).</p>
<p>Le mie croci mi hanno insegnato, più di ogni altra cosa, chi è realmente Cristo e chi sono davvero io. Indipendentemente dalla loro origine, troviamo conforto attraverso il disegno del Signore, che discese al di sotto di tutte le cose che sopportiamo, così Egli ci può sollevare al di sopra di esse. Porto testimonianza che il suo potere è reale, che la conoscenza, che Egli ha, delle nostre lotte, è profonda e che la sua capacità di aiutarci, è senza pari. Se volete sapere qualcosa di più, su come accedere al Suo potere, visitate <a href="http://www.mormon.org/" target="_blank">www.mormon.org</a> o chattate con i missionari.</p>
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		<title>Trovare pace in Gesu’ Cristo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 07:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Gesu’ Cristo e’  l’autore della pace, il Principe della pace. In questo laboratorio di apprendimento della mortalità troviamo che la pace viene appena noi lo mettiamo al primo posto nella nostra vita. Veniamo a sapere che Egli vive, che ha veramente pagato il prezzo dei nostri peccati , la nostra povera visione, le nostre [...]]]></description>
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			   </div><h2 style="margin: auto 0in;"> </h2>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Gesu’ Cristo e’ <span> </span>l’autore della pace, il Principe della pace. In questo laboratorio di apprendimento della mortalità troviamo che la pace viene appena noi lo mettiamo al primo posto nella nostra vita. Veniamo a sapere che Egli vive, che ha veramente pagato il prezzo dei nostri peccati , la nostra povera visione, le nostre debolezze, offrendo personalmente per ognuna di queste cose, e che e’ diventato il nostro Avvocato con il Padre, tramite il Suo sacrificio espiatorio per abilitarci, sollevarci, salvarci e redimerci. Solo lui puo’ portarci la pace tramite il dono dello Spirito Santo. <span id="more-91"></span></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Le parole del Salvatore sono letterali e sono per voi e me : “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do non come la da’il mondo . Il vostro cuore non sia turbato, e non si spaventi .” (</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><a href="http://scriptures.lds.org/en/john/14/27#27"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff;">Giovanni 14: 27</span></span></a></span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">).</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Gesu’ Cristo vuole che noi abbiamo riposo e mentre sentiamo il suo amore, ci sentiamo guidati lungo “acque chete”. Possiamo sentire questo persino nel torrente della tribolazione, e nei venti feroci dei mari in tempesta, in vari periodi della nostra vita. Quando pensiamo che Dio ci ha voltato la schiena chiediamoci come, o perche’ potrebbe permettere a un certo innocente di soffrire fisicamente o emotivamente, possiamo scoprire che e’ sempre di fronte a noi. Non si distrae mai. Non ci abbandona mai; Non e’ mai causa di percosse o ingiurie, ma a volte permette <span> </span>al male che altri fanno di interferire, in modo che i malvagi possano <span> </span>essere giudicati poiche’ nessuno puo’ essere costretto ad essere suo seguace e amico. Coloro che volontariamente infliggono il male soffriranno fino a quando non si pentiranno. Mentre la misericordia di Cristo e’ perfetta, la richiesta della giustizia si stende in questa vita e nella prossima. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Usurpare il libero arbitrio, anche se cio’ volesse dire portare via tutte le conseguenze del male minerebbe il piano per la vostra e la mia felicità eterna. Non esiste una cosa detta “bene costretto.” Se fossimo costretti ad obbedire ad ogni cosa, non cresceremmo mai. Saremmo robot <span> </span>spirituali e emotivi che passano attraverso i movimenti in un modo di vita superficiale. Poiche’ il piano e’ piu’ grande e migliore di cosi’ cosi’ lo e’ anche il rischio e l’occasione della sofferenza. Tutto cio’, comunque sara’ superato dal Salvatore.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Se vi state chiedendo quanto vi sia vicino Cristo nelle vostre <span> </span>prove specifiche, riflettete un momento su queste parole di Truman Madsen, educatore <a class="external_link_tool" href="http://gmormon.com/15/la-conferenza-della-chiesa-mormone">mormone</a> :</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">“Nessun ammontare di abuso mortale puo’ spegnere la scintilla divina. Se solo voi sapeste chi siete e che cosa<span>  </span>avete fatto, e come vi siete procurati i privilegi della mortalità, e non solo della mortalità, ma di quest’epoca , di questo luogo, di questa dispensazione, e i compagni che si sono incrociati e hanno fatto parte della nostra vita; se sapeste ora la visione che avevate allora di cosa potevano produrre questi triboli, queste prove (che nei miei momenti amari chiamo vicoli ) della mortalità ; Se sapeste il potere latente, infinito che e’ racchiuso e nascosto adesso per il vostro bene –se sapeste queste cose non dareste mai piu’ retta alle umiliazioni<span>  </span>che si vendono a un centesimo la dozzina nella nostra cultura di oggi. Ovunque….il rinnegamento del valore e della dignità dell’uomo .” </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">(Truman Madsen, <em><span style="font-family: Verdana;">The Highest in Us</span></em>, Bookcraft, 1978, p.12.)</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Se non sapete chi e’ Gesu’ Cristo, se vi e’ stato insegnato che e’ solo un uomo, se dentro di voi avete delle meraviglie e dei rimescolii, vi invitiamo a dare uno sguardo piu’ da vicino alla sua vita, ai suoi vangeli, ai suoi insegnamenti, e a chiedere a Dio se <span> </span>Gesu’ <span> </span>e’ suo figlio , attraverso il quale potete trovare tutto quel che avete bisogno per essere felice oppure no.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Vi testimonio che Egli e’ la risposta se state cercando di trovare pace. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">E’ il vostro avvocato. Conoscerlo e’ alla vostra portata. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">“In un<span>  </span>mondo sempre piu’ ingiusto, per sopravvivere e persino trovare felicità e gioia, non importa quel che accade, dobbiamo chiarire la nostra posizione e stare inequivocabilmente dalla parte del Signore. ” (</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.mormonwiki.com/James_E._Faust"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff;">James E. Faust</span></span></a></span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">, </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.mormonwiki.com/Quorum_of_the_Twelve_Apostles"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff;">apostle</span></span></a></span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;">Ensign</span></em>, Nov. 2004, 18.)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come conciliano i mormoni un Dio onnipotente, con il dolore, la malattia e la sofferenza?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 02:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dottrine Mormoni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; I mormoni credono che Dio sia onnipotente e abbia la capacita’ di intervenire nella nostra vita. Egli ci da’, e se ne rende comunque responsabile, l’arbitrio dell’uomo un dono chenon ha prezzo. Come risultato, mentre Lui puo’ e interviene consistentemente nelle nostre vite, in molte circostanze, ci permette a volte di sopportare i risultati [...]]]></description>
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						</div>
			   </div><p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">I <a class="external_link_tool" href="http://storiamormone.org/498/decime-e-offerte">mormoni credono</a> che Dio sia onnipotente e abbia la capacita’ di intervenire nella nostra vita. Egli ci da’, e se ne rende comunque responsabile, l’arbitrio dell’uomo un dono chenon ha prezzo. Come risultato, mentre Lui puo’ e interviene consistentemente nelle nostre vite, in molte circostanze, ci permette a volte di sopportare i risultati delle scelte nostre, delle scelte altrui, o dei casi naturali. <span id="more-81"></span>Lui e’ con noi mentre ci sforziamo e promette di far si’ che tutte le esperienze si verifichino per il nostro bene.Lo stesso Salvatore ha sopportato personalmente ogni nostra pena, malattia, e sofferenza, e sa come soccorrerci in quelle infermita’. Il suo piano perfetto per la nostra crescita include apprendere dall’opposizione malattia-salute; giusto e sbagliato; luce e tenebre. E’ tramite la lotta con le vicissitudini della vita, basandosi sull’espiazione di Gesu’ Cristo, che possiamo crescere spiritualmente e raggiungere il nostrodivino potenziale.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><a href="http://chiesamormone.com/files/2008/06/jim-faulconer.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-76" src="http://www.chiesamormone.com/wp-content/uploads/2008/06/jim-faulconer-119x150.jpg" alt="" width="119" height="150" /></a></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Risposta personale di James Faulconer</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><br />
Confrontati con il problema della sofferenza per I <a class="external_link_tool" href="http://it.mormon.wikia.com/wiki/Quello_che_credono_i_mormoni">mormoni</a>, come per qualsiasi altra persona e’ una tentazione fare filosofia. <!--more-->La domanda rende il nostro motore filosofico altrimenti quieto, ansioso di decidere quale delle tre gambe delproblema tradizionale abbattere, o per trovare un modo di riconciliarle con l’esistenza della sofferenza. Forse Dio non e’ veramente onnipotente —o forse non capiamo bene cosa significhi “onnipotente?Puo’ darsi che Egli non sia del tutto amorevole o, che forse non capiamo pienamente il suo amore e cio’ che implica? Non potrebbe essere che Lui sia onnipotente e amorevole, ma non sa come fermare o almeno alleviare la nostra sofferenza? L’esistenza della sofferenza sembra richiedere che noi rinneghiamo almeno uno degli attributi di Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Naturalmente nessun credente di ogni religione, <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesamormone.com/">mormone</a> o altra, puo’ farlo. Asseriamo che Dio ha qualsiasi potere esistente, che ci ama con tutto l’amore possibile, e che sa tutto cio’ che puo’ essere conosciuto. E’ onnipotente, onnibenevolente, e onnisciente. In chi dovremmo aver fede se non in un essere come Lui? Ma sembra che ci sia un’incompatibilita’ filosofica fondamentale tra l’asserzione di questi tre attributi e l’esistenza della sofferenza. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Cosi’ qual e’ la risposta? Smettere di fare filosofia su questo tema. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Il problema sta nell’approccio. Poiche’ la filosofia non puo’ risolvere il puzzle, non dovremmo continuare a trattarlo filosoficamente. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Giobbe non capiva la sua sofferenza, ma la sua mancanza di comprensione non era un puzzle intellettuale. Era un test della sua integrita’. Messo di fronte alla morte dei suoi familiari e alla sua propria sofferenza disse di Dio:” Sebbene egli mi colpisca, io ho fiducia in Lui” (Giobbe 13:15). Nel <a href="http://chiesadigesucristo.com/libro_di_mormon.html">Libro di Mormon</a> un secondo testimone scritturale di Gesu’ Cristo, Re Beniamino ci ammonisce:”Credete in Dio [. . .]credete che abbia tutta la saggezza e il potere, sia in cielo che in terra; credete che l’uomo non capisca tutte le cose che il Signore puo’ comprendere” e ricordandoci quello che implica, dice:’Vorrei che voi ricordaste sempre, e teneste in mente, la grandezza di Dio e la vostra propria nullita’ e la sua bonta’ ” (Mosia 4:9-11)</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Fonti addizionali:</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Paul Ricoeur, “Evil, A Challenge to Philosophy and Theology,” Figuring the Sacred: Religion, Narrative and Imagination (Minneapolis: Fortress, 1995) 249-61.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">James E. Faulconer, “Rethinking Theology: The Shadow of the Apocalypse,” FARMS Review 19:1 (2007), 175-99. Available on-line: <a href="http://farms.byu.edu/display.php?table=review&amp;id=641" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">h</span></a><a href="http://farms.byu.edu/display.php?table=review&amp;id=641" target="_blank">ttp://farms.byu.edu/display.php?table=review&amp;id=641</a></span></p>
<p><strong><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Risposta personale di Karen</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Gustare l’amore di Dio nelle nostre viteimplica piuttosto che escludere, momenti e situazioni di dolore e complessita’ e ferite e pena e indecisione e delusione e depressione. Mentre alcuni di noi vedono la Sua mano in alcune parti della loro vita, noi possiamo tendere a volere mettere fra parentesi il resto, scusando o perdendo per sempre la gioia per quello che sembra un’anomalia al piano o una delusione inspiegabile.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Il dolore e’ una cosa difficile da vedere e capire, a meno che non capiamo il quadro piu’ grande. Se non lo facciamo, questo e’ il punto dove molti di noirespingono la presenza di Dio, e pensano che Egli abbia respinto la nostra, dove noi ci allontaniamo dalla nostra testimonianza timorosi che ci deluda.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">E anche, essendo seguaci di Cristo, e’ facile aspettarsi vite libere dal dolore, ma, come ha detto un <a class="external_link_tool" href="http://www.lds.net/forums/forum-mormone-italiano/">mormone</a> : “Il vangelo non e’ un esonero dal dolore e’ una risorsa nel tempo di dolore.” Testimonio che la scrittura di Dio e’ sempre evidente, anche se non possiamo decifrare il Suo messaggio completo in quel momento. Testimonio che Egli e’ sia nel labirinto delle nostre vite che nei momenti in cui la via e’ diritta, altrimenti Dio cesserebbe di essere Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Ricordo quando a mia madre venne diagnosticato un cancro al pancreas. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Vorrei condividere una parte di quella storia con voi, nella speranza che possiate sentire che Dio e’ consapevole di ogni secondo del vostro dolore piu’ profondo spirituale e fisico.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Quando arrivai al Fox Chase Cancer Center, stavo male per mia madre. Lei era prova un dolore molto forte prima che l’equipe medica le somministrasse la morfina in un dosaggio abbastanza forte da tenerla tranquilla. Questo mi ricordava il suo soggiorno di venticinque giorni in ospedale vent’anni prima per ostruzione biliare e complicazioni chirurgiche pericolose per la sua vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Seguivo ogni ora l’ocsicodone e cercavo di aumentarlo, secondo le istruzioni dei medici –e i protocolli dell’ospedale affissi al muro nei corridoi –perche’ mamma fosse libera dal dolore. Ma il lasso di tempo fra le dosi aumentate creava una valle di disperazione per lei. Mi ricordo la prima sera che chiesi di restare a fare la notte e non mi fu dato il permesso. Piu’ tardi appresi che si era contorna nell’ agonia fra le dosi dalle 10 alle 11:30 di sera. Infine, dopo una confabulazione mattutina con il capo della squadra che si occupava del dolore, le somministrammo le medicine e il dolore si placo’ in gran parte. La morfina le entro’ nelle vene in dose consistente, per attacchi extra di dolore, Mamma era libera di premere il bottone per una dose extra limitata o in pillole. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Mi ricordo molti casi in cui il lamento di mia madre era qualcosa che potevo sopportare a stento. Pregavo che non avesse un solo secondo di dolore piu’ di quanto non fosse necessario alla sua esaltazione e purificazione. E poi chiesi al Signore direttamentein una raffica di domande: “Quanto dolore serve? Come fai a sapere che e’ questo l’ammontare specifico o come quantifichi e qualifichi il dolore? Mi fido di Te, ma per piacere aiutami a capire di piu’ ”. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">La mia risposta giunse a ondate di ricordo. Il primo di essi venne sotto forma di una storia familiare . Sia che la versione fosse reale o finta non importa veramente. Cio’ che importa e’ cio’ che lo Spirito mi disse, mentre io la meditavo. E’ una storia nota come “Il fuoco del raffinatore “</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Qualche tempo fa, alcune signore si incontravano per leggere le scritture . Leggendo il terzo capitolo di Malachia, giunsero a una notevole espressione nel versetto 3. , ‘Ed Egli siedera’ come un raffinatore e un purificatore di argento” .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">L’opinione di una signora era occorreva indirizzare lo sguardo sull’influenza santificante di Cristo. Poi si propose di visitare un argentiere e riferire alle sue amiche cosa lui avrebbe detto sul soggetto. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Si reco’ sul luogo e senza rivelare, l’obiettivo della sua commissione lo prego’ di farle conoscere il processo purificazione dell’argento, il che egli fece. ‘Ma signore &#8211;lei disse&#8211; ‘Mentre il lavoro di purificazione procede, lei sta seduto? </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">‘.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">‘Oh, si’ signora,’ replico’ l’argentiere ; ‘Devo sedere con l’occhio fisso alla furnace, perche’ se il tempo necessario per la purificazione viene superato, anche di poco l’argento sara’ guastato”.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Mentre la signora lasciava il negozio , l’argentiere la richiamo’ indietro, e disse che doveva dirle ancora qualcosa –<strong><span style="font-family: Verdana;">che solo l’argentiere sa quando il processo di purificazione e’ completo, vedendo la sua immagine riflessa nell’argento.</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Mentre questa storia rientrava nella mia anima, seppi che ogni secondo della sofferenza di mamma –e, per estensione, di ognuno di noi –era contato. Avevo proprio ricevuto la risposta a una delle due domande che avevo posto, una sicura testimonianza che il dolore e’ <strong>quantificato</strong>. <strong><span style="font-weight: normal; font-family: Verdana;">E mentre ancora non sapevo <em>come</em></span></strong>, cio’ non sembrava importasse. Lo Spirito Santo porto’ testimonianza, che Dio Padre e il Salvatore sanno al secondo cosa serve ed e’ appropriato e sufficiente appropriate per la purificazione che richiediamo .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Notate come la seconda domanda, “Come qualifichi la pena? Tramite questo stesso calcolo, lo Spirito suggeri’ alla mia anima una conoscenza che il dolore e’ anche qualificato dal raffinatore. Egli quando il lavoro e’ completo dovrebbe vedere la nostra immagine. Non solo conosce quanti secondi tenerci al caldo ; Sa anche precisamente la qualita’ specifica intesa del prodotto finale .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Dio era in controllo della quantita’ e della qualita’ del dolore in questa prova . Non c’era alcun margine di errore. Che risposta chiara alla domanda di un bambino in momenti di avversita’. La mano di Dio certamente non e’ sparita e non e’ rimasta in ozio .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">La seconda ondata di ricordo venne sotto forma di una poesia di un autore sconosciuto, che io avevo letto una volta. :</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Cosi’ a lungo era rimasto il dolore che gli dissi,<br />
‘Non voglio piu’ averti con me .’<br />
Battei I piedi per terra e gli dissi, ‘Vattene,’ e mi fermai, perplesso allo sguardo che mi rivolse .<br />
‘Io che sono stato tuo amico,’ mi disse,<br />
‘Io, che sono stato tuo insegnante–tutto quel che conosci<br />
di comprensione, di amore, di simpatia,<br />
e pazienza , io te l’ho insegnato. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Devo andare?<br />
</span></p>
<div><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Diceva il vero, questo strano ospite sgradito;<br />
Lo guardai partire, e sapevo che erasaggio.<br />
Aveva lasciato crescere un cuore tenero nel mio petto .<br />
Aveva lasciato una visione chiara ai miei occhi, mi asciugai le lacrime, ed elevai un canto –persino per uno che mi aveva torturato cosi’ a lungo .</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">(Tragedy or Destiny, Spencer. W. Kimball, Deseret Book: 1996, p. 4.)</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Trovai forza in questa dichiarazione per il dolore di qualcuno che conoscevo molto intimamente .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">La terza ondata colpi’. Fu la seguente citazione che mi venne in parte ma che ora condivido in pieno. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Nessun dolore che soffriamo, nessuna prova che abbiamo e’ sprecata. Serve alla nostra istruzione, allo sviluppo di tali qualita’ a come patienza, fede, fortezza, e umilta’. Tutto cio’ che soffriamo e tutto cio’ che sopportiamo, specie quando lo sopportiamo pazientemente, costruisce il nostro carattere, purifica il nostro cuore , espande le nostre anime e ci rende piu’ teneri e caritatevoli piu’ degni di essere chiamati figli di Dio (Orson F. Whitney, ibid).</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">In fatti, qualora avessi chiesto, qualora avessi avuto bisogno di una conferma del grande quadro, avrei ricevuto una risposta. Proprio come mamma stava ricevendo una dose aggiunta di morfina, secondo il necessario, schiacciando un bottone, anch’io avrei ricevuto pastiglie spirituali e iniezioni intravenose di fede .</span></p>
<h3 style="margin: auto 0in;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Potato, Schiacciato, e Purificato</span></h3>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Sono arrivato a capire un po’ di piu’ di quel che significa che ognuno dei nostri cuori ha bisogno di essere potato, compresso, e purificato, proprio come un albero di ulivo e l’olio dell’ulivo che simboleggia il processo, il Purificatore, e il prodotto di un cuore puro.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Ho pensato a questa connessione, fra l’olio, il torchio, e i nostri propri torchi, e condivido il mio viaggio nel pensiero.</span></p>
<h3 style="margin: auto 0in;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">L’olio: oro liquido</span></h3>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Omero lo chiamo’ “oro liquido.” Gli atleti erano soliti spargerlo su tutto il corpo. Era usato per ungere, cuocere, come fonte di luce, e unguento terapeutico per secoli. Era infuso con fiuori ed erbe per produrre medicine e cosmetici. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Quest’oro liquido e’ noto comunemente cole olio d’oliva.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Io cresciuta con esso, messo nei pomodori e nella parmigiana, nella vera salsa italiana , unito all’aceto nell’insalata, brillante sul fondo di una tazza in attesa di essere inzuppato dalla crosta del pane italiano. Era l’olio indipensabile dei miei antenati mediterranei, l’ingrediente salutare nella cucina nativa, e usato per ordinare i re.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Sin da bambina ero affascinata dalle sue sane proprieta’ e se possibile sono ancor piu’ affascinata adesso, essendo stata unta , iniziata, benedetta, e guarita mentre quest’olio veniva posto sul mio capo – consacrato da retti detentori del sacerdozio di Dio. Ho sentito la sua influenza purificatrice e sono arrivata ad apprezzare il suo significato. </span></p>
<h3 style="margin: auto 0in;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Il torchio delle olive</span></h3>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Torchiare le olive e’ un processo incredibile e una metafora immediate.Prima che le olive siano torchiate, sono pesate con cura e versate su un telone a rete per separarle dalle foglie. Esse devono essere raccolte al momento giusto e portate immediatamente al torchio cosi’ non si deteriorano.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Dopo essere state lavate e strizzate,devono essere portate a schiacciare. Ho visto foto di ruote di granito 3500-chili granite usate per schiacciare le olive. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Sono mammut. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Le olive sono messe in un grande contenitore di acciaio mentre l’enorme ruota di pietra gira senza sosta in movimenti circolari, schiacciandoli in pasta. Prima sono schiacciati in pasta per aiutarle a lasciare le gocce dell’olio. E poi vengono agitate per far scolare l’olio. Tutto questo, come immaginate, e’ un lavoro inteso e ingegnoso.</span></p>
<h3 style="margin: auto 0in;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Getsemani: Giardino del torchio delle olive</span></h3>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">I produttori del migliore olio di oliva –proprio come i piu’ grandi raccoglitori di anime–conoscono le olive , il momento preciso della raccolta, il momento di passarle al torchio, il modo di portarle al torchio (esse possono essere danneggiate anche dal proprio peso ), Il metodo migliore di rilasciare l’olio piu’ puro –creando un prodotto extra-vergine .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Mentre sentiamo il torchio sui nostri cuori , allora, possiamo sapere che il Signore della vigna e’ quello che estrae da noi la parte divina, e che anche Lui, e’ passato attraverso il torchio –ognuno di noi ci passera’ attraverso, in un modo che noi possiamo a malapena afferrare .</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Cio’ mi fa riflettere su questa descrizione della connessione fra il torchio delle olive e il sacrificio espiatorio del Salvatore. :</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">The Salvatore fu, spiritualmente parlando, schiacciato, calpestato, frantumato sino ai piu’ intimi tessuti del cuore [grido’] per aiuto e essere liberato e finche’ “la misericordia [ebbe] compassione della misericordia e reclamo’ il suo (D&amp;A 88:40), affinche’ egli potesse sapere, secondo la carne, come soccorrere il suo popolo. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">(The Olive Press: A Symbol of Christ, FARMS, pgs 5, 7).</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Confina con l’inesprimibile che il Salvatore fu schiacciato innocentemente al di la’ di quello che noi potremmo sopportare, e che Egli adesso e’ il nostro avvocato nei torchi del nostro cuore, permettendo che si producesse in noi il nettare del nostro potenziale. </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Cosi’, l’olio spremuto e’ vergine.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">L’argento raffinato dal Raffinatore e’ perfetto quando e’ finito. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Anche il dolore, lavorera’ in favore della nostra vita. Noi siamo qui, adesso, per provare tutto cio’ che viene con un corpo, per purificare i nostri spiriti nella turbolenza e i trionfi di questa sfera mortale . E ci viene promesso che, se perseveriamo fedelmente, ne sara’ valsa la pena. .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"> </p>
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		<title>Qual e&#8217; la posizione dei Mormoni sull&#8217;abuso?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 14:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversita']]></category>
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		<description><![CDATA[La Chiesa di Gesu&#8217; Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e&#8217; contraria ad ogni forma di abuso spirituale, fisico ed emotivo. L&#8217;abuso e&#8217; una qualunque forma di trattamento offensivo nei riguardi di un&#8217;altra persona incluso l&#8217;umiliazione, la  coercizione, il male fisico, psicologico o spirituale. Il Signore non ha mai condonato simili comportamenti ma era ed [...]]]></description>
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			   </div><p>La <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesadigesucristo.it/">Chiesa</a> di Gesu&#8217; Cristo dei <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesamormone.com/27/che-cosa-ha-a-che-fare-la-chiesa-flds-o-la-setta-del-texas-con-la-chiesa-%E2%80%9Cmormone%E2%80%9D">Santi degli Ultimi Giorni</a> e&#8217; contraria ad ogni forma di abuso spirituale, fisico ed emotivo. L&#8217;abuso e&#8217; una qualunque forma di trattamento offensivo nei riguardi di un&#8217;altra persona incluso l&#8217;umiliazione, la  coercizione, il male fisico, psicologico o spirituale. Il Signore non ha mai condonato simili comportamenti ma era ed e&#8217; un Avvocato di pace ed armonia tra i suoi figli (Vedere <a href="http://www.mormon.org/question/faq/category/answer/0,9777,1601-7-62-1,00.html">Maltrattamento</a>).</p>
<p>In un&#8217;intervista con specialisti SUG riguardo &#8220;l&#8217;abuso coniugale&#8221; John Nelson specifica che cosa si ritiene un comportamento inappropriato:</p>
<blockquote><p>L&#8217;abuso coniugale consiste in atti inappropriati di un coniuge nei confronti dell&#8217;altro. Puo&#8217; implicare atti coercitivi con cui colui che abusa, forza una persona a fare qualcosa che normalmente non farebbe, senza alcun riguardo per la vittima. L&#8217;abuso puo&#8217; anche includere l&#8217;uso delle minacce, degli insulti, delle grida e dell&#8217;intimidazione.</p></blockquote>
<p>I <a class="external_link_tool" href="http://storiamormone.org/515/pentimento-e-battesimo">Mormoni credono</a> nella parita&#8217; dei sessi e sebbene venga detto che il marito debba presiedere in rettitudine all&#8217;interno della <a class="external_link_tool" href="http://www.chiesamormone.org/famiglie_mormoni">famiglia</a>, &#8220;presiedere&#8221; significa amore ed inclusione piuttosto che forza ed esclusione. Il signor Nelson chiarisce ulteriormente il concetto:</p>
<blockquote><p>In alcuni casi coloro che compiono abusi fraintendono o applicano male il concetto di  dirigenza nella famiglia. Voglio precisare che non e&#8217; il concetto di dirigente presiedente nella famiglia che e&#8217; sbagliato, ma la sua erronea applicazione. La sezione 121 di Dottrine e Alleanze parla di cio&#8217; specificatamente: &#8220;I diritti del sacerdozio sono inseparabilmente connessi con i poteri del cielo&#8230; ma quando noi&#8230; esercitiamo controllo, o dominio, o coercizione con un qualsiasi grado di ingiustizia, ecco, i cieli si ritirano (<a href="http://scriptures.lds.org/it/dc/121/36-37">Dottrina e Alleanze 121:36-37</a>). (&#8220;Una conversazione sull&#8217;abuso coniugale&#8221; Ensign Ottobre 1999).</p></blockquote>
<p>I <a class="external_link_tool" href="http://it.mormonwiki.com/Pagina_principale">Mormoni</a> credono che ci si possa riprendere da questo tipo di abusi sia per quanto riguarda le vittime che coloro che sono responsabili di tali atti.</p>
<p>Un moderno apostolo del Signore, l&#8217;Anziano Richard G. Scott, parla del bisogno di confidare nell&#8217;amore e nell&#8217;aiuto fornito da Gesu&#8217; Cristo da parte delle vittime degli abusi.</p>
<blockquote><p>A meno che non siate guariti dal Signore, gli abusi fisici, mentali o sessuali possono provocare serie e durevoli conseguenze. In quanto vittime avete sperimentato alcune di queste. Esse includono paura, depressione, senso di colpa, odio verso se stessi, totale annientamento del senso di autostima ed alienazione dalle normali relazioni sociali. In seguito a continui abusi vengono generati sentimenti di ribellione, rabbia ed odio. Questi sentimenti vengono indirizzati contro se stessi, gli altri, la vita stessa e persino il Padre Celeste. La mancanza di successo nello sforzo di reagire a questa situazione puo&#8217; degenerare nel consumo di droga, nell&#8217;immoralita&#8217;, nell&#8217;abbandono della famiglia e tragicamente, in casi estremi, nel suicidio. A meno che non vengano corretti questi sentimenti possono portare a vite senza speranza, matrimoni infelici e anche il passaggio da vittima a perpetratore di offesa. Un terribile risultato e&#8217; la profonda mancanza di fiducia che diventa un ostacolo alla guarigione (Anziano Scott, Ensign, maggio 1992).</p></blockquote>
<p>Pregare per ottenere aiuto, cercare il consiglio di dirigenti fidati della Chiesa e permettere allo spirito del Signore di agire in maniera progressiva aiutano la vittima di abusi ad ottenere la guarigione attraverso l&#8217;espiazione di Gesu&#8217; Cristo. Oltre alla guarigione della vittima subentra il perdono per la persona che e&#8217; responsabile dell&#8217;abuso se e&#8217; sinceramente pentita.</p>
<p>E coloro che non sono stati toccati dal ciclo dell&#8217;abuso diano liberamente una mano a coloro che invece lo sono stati. Aiutiamo i bambini innocenti, come sollecitati a fare dal Presidente Gordon B. Hinckley, quindicesimo Profeta e Presidente della Chiesa di Gesu&#8217; Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (impropriamente chiamata &#8220;Chiesa Mormone&#8221;).</p>
<blockquote><p>Quanto e&#8217; grande la nostra responsabilita&#8217;, quanto seria la responsabilita&#8217; dei Cristiani&#8230;di tendere una mano per alleggerire il peso della sofferenza di questi bambini, per sollevarli dal solco della disperazione su cui camminano. Sicuramente dopo tutte le storie che abbiamo letto, dopo tutte le sofferenze che ci sono state riportate, dopo tutti gli sfruttamenti di cui siamo a conoscenza, possiamo fare di piu&#8217; di quello che facciamo ora per sollevare il peso della rovina che condanna milioni di bambini a vite senza felicita&#8217;, che sono tragicamente brevi, e che sono piene di dolore (&#8220;Salvate i bambini&#8221;, Ensign, Novembre 1994).</p></blockquote>
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