La reincarnazione è reale?
Come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiamata dai media “chiesa mormone”), crediamo che “la reincarnazione, anche conosciuta come la trasmigrazione delle anime” (Dottrine mormoni, p. 624, dell’anziano Bruce R. McConkie) non sia reale.La reincarnazione è, infatti, una dottrina che è contraria alla verità e alla luce del vangelo di Gesù Cristo, come rivelato nella sua pienezza, ai nostri giorni.
Il Piano di Salvezza di Dio, per noi, ha lo scopo di farci progredire eternamente, che è simile alla dottrina della reincarnazione ma, come spiegato nella dottrina mormone, il progresso procede nel modo seguente:
Il nostro “primo stato” era quello nel mondo degli spiriti. Il primo stato è il periodo della nostra esistenza in cui abbiamo vissuto nel regno dello spirito, dopo che il nostro Padre celeste aveva creato i nostri corpi spirituali. I mormoni chiamano il primo stato “vita pre-mortale” o “pre-esistenza”. La Bibbia allude alla vita pre-mortale, quando parla della guerra in cielo, durante la quale Satana venne cacciato dal Paradiso, con un terzo dei figli delPadre, cioè coloro che seguirono Satana. Lì, siamo stati istruiti in molti settori, che ci avrebbero aiutano a vivere il nostro secondo stato, che è la vita sulla Terra.
La dottrina mormone spiega che due terzi dei figli del nostro Padre erano qualificati per questo secondo stato, per ottenere un corpo mortale e imparare ad usarlo e per essere messi alla prova. Mentre abbiamo un corpo, la nostra conoscenza della vita pre-terrena è bloccata, come un libro chiuso, per l’esame finale. Non possiamo ri-sostenere l’esame. La nostra incapacità di ricordare la pre-esistenza può sembrare ingiusta, ma ci permette di camminare, per fede. Il Padre celeste ci ha dato una mappa (le Scritture) per trovare la via per tornare a Lui e ci ha inviato dei degni servitori, per guidarci: profeti e apostoli e, naturalmente, Suo figlio.
Siamo autorizzati a passare attraverso questa vita solo una volta. Questo è il motivo per cui lo spargimento di sangue innocente non è perdonato, né in questa vita, né nel mondo a venire, perché mette fine alle prove terrene e al progresso di quella persona. A tempo debito, perché l’espiazione di Cristo ha garantito la risurrezione per tutti noi, diventeremo immortali, fisicamente incorruttibili e riavremo la nostra eterna natura. Tutti noi, buoni e cattivi, quindi, staremo di fronte a Lui, in giudizio.
Questo piano di progresso, non ci ha dati diversi stati fisici, nel nostro eterno movimento attraverso la vita eterna. Eravamo spiriti con Dio, siamo nati in corpi mortali, corruttibili sulla terra, soggetti alla debolezza, al peccato, alla malattia e alla morte. Alla morte, i nostri spiriti saranno separati dal nostro corpo e il nostro spirito abiterà nel “mondo degli Spiriti”, in attesa di resurrezione e di giudizio.
Come persone risorte, siamo immortali ed erediteremo il regno di gloria adatto alla nostra prova, sulla terra (i nostri pensieri, le intenzioni, le azioni e la fede). Continueremo, poi, a progredire in eterno, nel nostro stato resuscitato, all’interno del regno a cui siamo stati assegnati.
È scritto che l’uomo nasce una volta, e “muore una volta” (Eb 9, 27,), risorge, una volta, e, successivamente, “non muore più”. (Alma 11: 45, 12: 18; DeA 63: 49.)
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